|
Beatificazione e canonizzazione don Carlo De Cardona: insediato il Tribunale diocesano.
Il sacerdote moranese verso gli onori degli altari.
|
 |
«I santi non sono immagini sbiadite del passato, ma figure esemplari e testimoni storici della chiamata dei fedeli alla santità. Cittadini celesti, amici di tutti noi pellegrini sulla terra, ci invitano ad aprirci alla luce sottraendoci al quotidiano spettacolo del male»: così il vescovo della diocesi di Cassano all’Jonio, mons. Vincenzo Bertolone, giovedì 25 novembre, nella Chiesa Collegiata di S. Maria Maddalena di Morano, a margine di una solenne concelebrazione eucaristica ha insediato il Tribunale Diocesano chiamato a indagare sulle virtù di don Carlo De Cardona, figlio illustre di questo depauperato lembo di terra calabra dove ha infaticabilmente esercitato le funzioni presbiterali tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento.
E venne finalmente il tempo in cui questa figura ieratica innamorata di Cristo e dei poveri”, “gigante del cattolicesimo calabrese”, paradigma di zelo sociale e spirituale, consegue una preliminare legittima approvazione umana. Sì, perché l’avvio di un’inchiesta di tal fatta, benché solo lo stadio iniziale di un complesso iter, prelude tacitamente ad un riconoscimento di quella condizione indispensabile dettata dalla persuasione etica che la persona oggetto di studio già contempli senza veli il volto del Signore. Si tratterà ora di verificarne il grado mediante il procedimento appena attivato. E’ il primo passo, è vero! Ma era atteso da anni. E c’è voluta tutta la sensibilità di mons. Bertolone per compierlo. La sua solerzia di padre e pastore, attento alle emergenze di un territorio misero materialmente e nondimeno gravido di gente che non si rassegna al male, dopo cinquantadue anni di “distrazione”, mezzo secolo in cui - fatta salva l’attività dei biografi e sporadiche iniziative culturali e giornalistiche - di don Carlo, tra quanti avrebbero potuto e forse dovuto, nessuno si è occupato, ha intensamente voluto, cercato e infine approdato all’apertura della causa di beatificazione e - si spera - canonizzazione.
Con il Presule cassanese, in una chiesa gremita all’inverosimile, l’arcivescovo di Cosenza, mons Salvatore Nunnari, il clero diocesano al completo, le suore Minime della Passione N.S.G.C., congregazione eretta dalla venerabile Madre Elena Aiello, il superiore generale degli Ardorini padre Ermolao Portella, le autorità militari locali, il sindaco di Morano Francesco Di Leone e i suoi omologhi – o loro rappresentanti – di diversi Comuni della provincia. Tra gli intervenuti, i consiglieri regionali Gianluca Gallo e Franco Morelli, il presidente del Parco Nazionale del Pollino Domenico Pappaterra.
«Siamo alla prima sessione pubblica, tappa importante di un cammino divino per discernere e valutare la santità di don Carlo», ha esordito mons. Bertolone nella sua omelia. «Una fase che risponde alla necessità di scandagliare documenti e scritti che potrebbero sovvenire il postulatore nel suo lavoro. La procedura istruttoria diocesana – ha spiegato Sua Eccellenza – ha lo scopo di raccogliere le prove della santità e capire se consta che il Servo di Dio abbia praticato in maniera eroica le virtù teologali e cardinali e le altre ad esse connesse». Insomma, si deve provare che l’esistenza terrena di don Carlo «si sia elevata sopra la media, suscitando ammirazione ed emulazione tra i fedeli; che la sua fama perduri nel tempo, segno distinto di quanto si continui a stimarlo; che sia degno di stare accanto a Gesù sul Tabor dopo esser stato con Lui sul Golgota». Il discorso omiletico del Presule, appassionato e coinvolgente, termina con una lode allo Spirito Santo per averlo «illuminato» e offerto il «giusto coraggio per mettere a frutto i tanti suggerimenti su don Carlo pervenuti da più parti».
Un gustoso siparietto tra il Vescovo e il cancelliere, don Giuseppe De Cicco, il quale non ha dissimulato con divertente ironia quanto gli sarebbe piaciuto trovarsi lui al posto di don Carlo, ha preceduto il giuramento dei componenti il Tribunale. Dapprima, visibilmente commosso, il postulatore della causa, don Giovanni Maurello, sacerdote compaesano del Servo di Dio. Poi via via gli altri: don Michele Munno (delegato episcopale), don Pasquale Zipparri (procuratore di giustizia), don Alessio De Stefano (notaio attuario). Della Commissione di periti in materia storica e archivistica fanno parte: mons. Domenico Cirianni (presidente) e i professori Luigi Intrieri e Biagio Giuseppe Faillace.
Ogni documento utile al processo e/o le grazie ricevute per intercessione del Servo di Dio, si possono trasmettere all’Episcopio, Piazza Eusebio, 1 – 87011 Cassano all’Jonio. In alternativa si può utilizzare l’indirizzo elettronico postulazionedecardona@diocesicassanoalloionio.it o i numeri telefonici 0981/71006 – 331/6481944. La sede per l’escussione dei testi è fissata presso il seminario vescovile.
Pino Rimolo
scarica nella versione in pdf