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Superfici catastali,
l’assessore all’Igiene e Sanità
Maurizio Iazzolino chiarisce i
motivi che obbligano il Comune
all’adeguamento d’ufficio. |
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“Inadempienti le amministrazioni comunali
dal 2007”.
L’assessore all’Igiene e Sanità Maurizio Iazzolino chiarisce i
motivi che obbligano il Comune all’adeguamento d’ufficio delle
superfici catastali ai fini del pagamento della tassa sui
rifiuti solidi urbani.
“Solo sterili e controproducenti
polemiche”, dice Iazzolino: “La Legge finanziaria 2005 (legge
311 del 30.12.2004) stabilisce, tra l’altro, all’art. 1 comma
340, che a decorrere dal 1° gennaio 2005, per le unità
immobiliare urbane di proprietà privata a destinazione ordinaria
censite al catasto edilizio urbano, la superficie di
riferimento, ai fini della TARSU, non possa essere inferiore
all’80 per cento della superficie catastale determinata secondo
i criteri fissati dal regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138. Per tale
ragione – spiega l’assessore -
la disposizione normativa sancisce che i Comuni modifichino d’ufficio le
superfici già denunciate dai contribuenti che risultassero
inferiori alla predetta percentuale a seguito di incrocio dei
dati comunali, comprensivi della toponomastica, con quelli
dell’Agenzia del Territorio, secondo modalità di
interscambio, dandone poi notizia agli interessati. Pertanto, in
ossequio ed in esecuzione di quanto contemplato dal legislatore
il responsabile del servizio affari finanziari ha
dato corso alla
predisposizione delle comunicazioni inerenti alla variazione
d’ufficio delle superfici denunciate dai cittadini a proposito
della tassa sui rifiuti solidi urbani. I contribuenti potranno
versare lo scarto tra quanto pagato e quanto effettivamente
dovuto a partire dal 2005, mediante bollettino postale fornito
dall’Ente. Qualora la superficie assegnata dal Catasto fosse
errata, si dovrà produrre apposita istanza al Comune, che a sua
volta la trasferirà all’Agenzia del Territorio, contenente:
l’indicazione degli estremi catastali dell’immobile per il quale
si chiede la rettifica; la superficie lorda, misurata e proposta
dall’interessato, distinta per ambienti; ogni altra
documentazione utile a dimostrare quanto dichiarato (copia in
carta semplice della planimetria). Se dovessero riscontrarsi
inesattezze nell’informativa inviata ai cittadini (edifici non
più di proprietà o per i quali la tassa è pagata da altri
soggetti, immobili che non abbiano i presupposti per la
tassazione) è necessario far pervenire comunicazione all’Ente,
illustrando le motivazioni per le quali si domanda la rettifica,
corredata di eventuale documentazione ritenuta utile al
chiarimento della posizione. L’operazione – prosegue l’Assessore
al ramo - si configura, quindi, esclusivamente alla
stregua di un adempimento, meglio, di un obbligo
inderogabile stabilito da
una legge nazionale la 311 del 30.12.2004, che si sarebbe
dovuto già concretizzare dal 30 dicembre 2006, allorché
l’Agenzia del Territorio provvide ad attivare il servizio di
fornitura telematica dei dati catastali, poi ampliato entro
marzo dell’anno successivo. Prescrizioni alle quali le
precedenti amministrazioni non hanno mai adempiuto. Ci chiediamo
– afferma Iazzolino – come mai qualcuno, che in passato
quando il controllo sulle superfici catastali ai fini
della TARSU si sarebbe dovuto avviare, governava la città, in
modo pretestuoso sta diffondendo
notizie prive di
fondamento, tendenti a
strumentalizzare un obbligo prettamente tecnico e non politico.
Ci troviamo dinanzi
all’ennesimo frivolo attacco nei riguardi di una Giunta che
lavora con abnegazione e responsabilità, agendo
esclusivamente per il bene del paese e che è
«obbligata»
per le mancanze dei
precedenti amministratori a risolvere gli «orrori» lasciati. Non
ci saremmo mai sognati di
mettere le mani nelle tasche dei cittadini, come altri…. hanno
fatto. Non riusciamo nemmeno a spiegarci come «attenti»
consiglieri di opposizione delle precedenti legislature non
abbiano esercitato il ruolo di controllo e di vigilanza sia
sulle normative esistenti che sulle azioni amministrative. Al
fine di rispettare leggi
dallo stato, per carenze altrui, gli uffici preposti,
loro malgrado, hanno dovuto attivarsi per risolvere quanto
previsto dalle norme emanate”.
Maurizio Iazzolino
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